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Scrivere Gaia in Nepal. Quando una storia diventa uno strumento per imparare l'empatia
Qual'è l'obiettivo?
Quando nasce una storia per bambini, spesso si pensa prima alla trama: un’avventura, un mistero, dei personaggi. Nel caso di Gaia in Nepal, il punto di partenza è stato diverso.
Non solo: che storia vogliamo raccontare?
Ma soprattutto: cosa vogliamo che i bambini imparino vivendo questa storia?

Una storia che parte dal mondo reale

Gaia in Nepal nasce da un tema concreto: l’acqua.

In molte parti del mondo, l’accesso all’acqua non è scontato.
Ma ciò che rende davvero interessante questo tema non è solo il problema ambientale, bensì quello umano.

Chi ha diritto all’acqua?
Come si prendono le decisioni?
Cosa succede quando le risorse diminuiscono?

Il villaggio in cui arrivano Gaia, Noah e Alex è diviso.
Non perché qualcuno abbia torto e qualcun altro ragione.
Ma perché ognuno vede il problema dal proprio punto di vista.

Il cuore del libro: il Design Thinking

Questo libro nasce all’interno di Junior Design, e porta con sé uno degli strumenti più importanti del design thinking: l’empatia.

Spesso, quando si affronta un problema, la prima reazione è cercare una soluzione.

È quello che fa Alex: misura, analizza, calcola.

Ma nel corso della storia, i ragazzi scoprono qualcosa di fondamentale: non si può risolvere un problema senza aver capito davvero chi lo vive

Dall’osservazione all’ascolto

Nel libro, Gaia compie un passaggio chiave:

  • all’inizio osserva
  • poi ascolta
  • infine prova a mettere insieme i diversi punti di vista

Questo processo rispecchia una fase centrale del design thinking: comprendere le persone prima di progettare.

Per rendere questo passaggio più concreto anche per i lettori, nel libro vengono introdotti strumenti semplici ma potenti:

  • journey map → per visualizzare l’esperienza delle persone
  • empathy map → per capire cosa pensano, sentono e vivono

Strumenti che, anche in forma narrativa, aiutano i bambini a sviluppare:

  • pensiero critico
  • capacità di osservazione
  • consapevolezza delle emozioni

Un libro che non si limita a raccontare

Gaia in Nepal è un libro interattivo.

Questo significa che il lettore non è solo spettatore, ma parte della storia.

Durante l’avventura, è chiamato a fare scelte:

  • agire subito o osservare
  • fidarsi o approfondire
  • cercare dati o ascoltare le persone

E ogni scelta porta a conseguenze diverse.

Questo trasforma la lettura in esperienza.

Non si tratta solo di capire cosa succede,
ma di chiedersi:

“Cosa farei io?”

Imparare competenze, non solo contenuti

Attraverso la storia, i bambini entrano in contatto con competenze fondamentali per il futuro:

  • empatia
  • collaborazione
  • gestione della complessità
  • capacità di vedere più punti di vista

Non come teoria, ma come esperienza vissuta.

Perché raccontare storie così

Crediamo che le storie possano essere molto più che intrattenimento.

Possono diventare uno spazio sicuro dove:

  • sperimentare
  • sbagliare
  • riflettere

E soprattutto, dove iniziare a costruire uno sguardo sul mondo.

Con Gaia, l’obiettivo non è dare risposte.

Ma allenare una domanda:

“Ho davvero capito chi ho davanti?”

Uno sguardo sul mondo, a partire dai bambini

Le avventure di Gaia nascono con questa idea:

che i bambini non siano solo lettori,
ma piccoli progettisti del mondo che li circonda.

E che imparare a osservare, ascoltare e comprendere
sia il primo passo per cambiarlo davvero.

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